News - damontepatrizia
 

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COMUNICAZIONI :

COMUNICAZIONI :

Nelle News6 ci sono tutti i ragguagli circa la mia partecipazione alla trasmissione televisiva "Festa Italiana" nei giorni 5, 12 e 16 maggio 2008
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Il 1° maggio 2007 sono stata ospite della trasmissione "Piazza Grande"
condotta da G. Magalli.
Ho raccontato la mia storia attraverso una emozionante intervista.
I miei amici mi hanno detto che sono stata molto spigliata e molto efficace con la mia spontanea gestualità, soprattutto quando con le due mani che calavano dall'alto verso il basso, indicavo il muro di omertà di due persone che sanno ma non vogliono aiutarmi a ritrovare la mia gemella.
Ho anche lanciato un' appello a colei che cerco e che qui ripeto :

" Non ci sono secondi fini, nella mia ricerca, anche se sei stramiliardaria a me non interessa, io ti sto cercando solo perchè sento che una parte di me è stata messa da parte. 
Tutte le volte che incontro dei gemelli per strada, un soffocante groppo  mi prende in gola, generato dal profondo del mio cuore.
Io ti supplico:  - concedimi di vederti anche una volta sola e se poi, guardandomi negli occhi, mi dirai che non vuoi più vedermi, io mi farò da parte ed accetterò le tue decisioni; almeno troverò quella pace che finora
non sono riuscita a trovare.

Voglia Iddio che dalla trasmissione scaturisca qualcosa di positivo.
news 2

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Articolo apparso sulla Edizione di Savona del 
                        Secolo XIX

                    il 10 marzo 2007
News 3

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Articolo apparso sulla edizione di Savona de
                   La Stampa

                       il 3 aprile 2007
News 4

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Il 25 di ottobre 2007 sono stata ospite, insieme a mio marito, della trasmissione televisiva : "Ricomincio da qui" condotta da A. D'Eusanio che mi ha dedicato l'intera puntata (1 ora e trenta) e dove finalmente sono riuscita a raccontare la mia storia in tutte le sue sfaccettature. In verità le ore di registrazione erano state quasi 3, ma,  evidentemente, per motivi di palinsesto, non se la sono sentiti di dedicarmi due puntate. Purtroppo hanno tagliato dei dialoghi ed hanno costruito la storia in modo da instillare anche un dubbio, e cioè : che tutto quanto mi è avvenuto finora potrebbe anche essere stato condizionato dalla suggestione; anche se alla fine della trasmissione Alda mi detto che lei istintivamente è portata a credermi, e me lo ha ripetuto anche dietro le quinte, quando abbracciandomi calorosamente, ha scaturito in me un intenso pianto. Il dubbio però era stato instillato, e l'ho verificato quando la gente, fermandomi per strada,  me lo ha trasmesso.  Non nascondo che ci sono state anche delle persone che me lo hanno detto chiaramente.
Se non ho fatto la figura della visionaria, lo devo proprio alla persona dalla quale non mi aspettavo più niente : l' estetista , visto che per tre anni mi ha tenuto tra color che son sospesi. Invece lei in modo inaspettato ha accettato di testimoniare in video (io non lo sapevo) ed ha confermato tutta la mia versione e soprattutto ha detto che esiste una persona uguale a me in tutto e che si chiama Damonte Annamaria. Lei si era sempre rifiutata di dirmi il nome e mi aveva solo dato il cognome: Damonte.                
Con mia grande sorpresa ha fornito anche molti indizi che collimavano abbastanza con quanto mi aveva detto quella persona (il professore di lettere che ha corretto il testo del mio libro) che poi si è rifiutata di testimoniare e che ha rilasciato, in modo inqualificabile,  una dichiarazione che Alda ha letto e che in sostanza diceva che -tutto era vago- e che  era -tutto frutto di immaginazione- (la mia o la sua?). Questo ha causato in me una grande rabbia, perchè, questa...... persona (?), poteva benissimo chiedere alla redazione che non si parlasse della testimonianza che lui mi aveva fornito mesi prima; testimonianza che aveva anche confermato ad un testimone. A questa persona voglio  solo dire, - in modo gentile- , che: "nella vita bisogna avere il coraggio delle proprie azioni"  (meglio dire gli attributi?), e di non nascondersi dietro una cugina, perchè mi sono ormai convinta, che tutte le informazioni che mi aveva fornito sulla mia presunta gemella, non potevano essere state confidate ad una persona (cugina) che era stata collega solo per un'anno (non ho trovato nessun riscontro al riguardo), ma probabilmente venivano da fonti molto più vicine alla sua abitazione, che dista una ventina di metri da quella di mio padre od alla falegnameria che aveva suo padre. Lui ha poi detto alla redazione di avermi dato una pista da seguire, in realtà non ha fatto altro che depistarmi, perchè mi aveva riferito che io avrei trovato, sugli elenchi telefonici  di Savona del 86-87, il numero di telefono e quindi l'indirizzo di mia sorella e che avrei dovuto cercarla nei doppi cognomi dei Damonte. Mi ha costretto a cercare disperatamente questo elenco, e quando sono riuscita a trovare gli elenchi  dal 1980 al 2000, con mia grande sorpresa non ho trovato niente che avesse a che fare con i doppi cognomi che mi aveva dato, se non quello della moglie di mio padre , che è presente sugli elenchi con un doppio cognome, legato a quello del marito . Se il suo intento era quello di aiutarmi, doveva farlo fino in fondo e non farmi impazzire su queste piste da seguire, compreso il nome della scuola dove aveva insegnato la mia gemella, dove non ho trovato alcun riscontro.
Degli indizi che lui ci aveva fornito, noi ne avevamo parlato in registrazione, con tutti i dettagli, ma tutti quei dialoghi sono stati tagliati, ed inoltre la ricostruzione è stata fatta in modo non fedele a quanto da noi raccontato (Degli indizi che mi aveva riferito questo professore è riportato nella sezione "La mia storia").
Questo non lo dico in polemica con la redazione di "Ricomincio da qui" ma solo per il  rispetto della verità.
Ci sono state anche altre due testimonianze: di una mia amica, che aveva incontrato per strada lo scorso gennaio una persona a me somigliantissima e di un'altra persona che aveva avuto come cliente al mercato di Savona del lunedì una persona sempre somigliantissima a me.
Devo però ammettere che queste due testimonianze hanno il beneficio del dubbio, perchè di questa persona non ne conoscevano nè il nome e nè il cognome.
Molte altre persone nel passato mi avevano scambiato per un'altra, ma quasi tutte mi salutavano chiamandomi: sig.ra Damonte. Io queste persone non solo non le conoscevo, ma non le avevo mai viste prima, ed è proprio per questo che non vedo come io mi sia fatta suggestionare, visto che io la mia gemella la credevo morta e che, solo dopo una decina di questi incontri, mia madre si era decisa a dirmi una mezza verità.
Nel finale Alda mi ha permesso di rivolgere un' appello a quanti conoscono o che abbiano conosciuto Annamaria e che potrebbero darmi anche un piccolo indizio, e soprattutto ho potuto lanciare un appello proprio a lei nella speranza che fosse in ascolto, affinchè non mi neghi questo mio desiderio: di incontrarla almeno una volta, anche per soli 10 minuti.
Alda ha poi chiuso la trasmissione lanciando lei un appello a mio padre, affinchè almeno una volta nella sua vita possa sentirsi degno di essere padre.
news 5

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Articolo apparso su "La Stampa" edizione di Savona

il 3 maggio 2008
News 6

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Il 5 maggio 2008 sono stata invitata dalla redazione della trasmissione televisiva "Festa Italiana" condotta da Caterina Balivo a parlare della mia storia. Mi avevano programmato 15 minuti, ed io sapevo che non erano sufficienti a raccontarla in modo completo, ma speravo almeno di lanciare un'appello. Poi la Caterina si è fatta prendere dalla mia storia e mi ha fatto domande che hanno bruciato il tempo programmato e di conseguenza la storia è rimasta in sospeso. La redazione mi ha chiesto di ritornare ed io ho accettato ed abbiamo concordato di ritornare per il 12 maggio.
Quei 15 minuti sono stati però molti intensi e rivedendomi mi sono sorpresa di essere stata molto efficace nel raccontare la mia infanzia e soprattutto di aver ben  descritto le figure di mia madre e di mio padre.
Molto bello lo scambio di battute tra me e Caterina.

         
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Il 12 maggio sono ritornata a "Festa Italiana" e questa volta la mia storia è stata riproposta in modo veramente efficace ed è stata preceduta da un servizio della giornalista Simona Gianpaoli che era stata inviata dalla redazione a riprendere i luoghi della mia infanzia. Sono molto grata a Simona per il modo in cui ha trattato il servizio e bellissime sono state le immagini di Spotorno e Varazze.
Sapevamo che il tempo non era sufficiente a proporre un'altro servizio di Simona sui miei figli nel contesto infanzia-scuole di recupero-famiglia, e così avevamo già concordato un nostro ritorno.
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Venerdì 16 maggio sono ritornata e questa volta mio marito ha partecipato alla intervista, ed ha raccontato come ci eravamo conosciuti nel lontano 1971 e che io allora ero molto introversa e riservata e che per paura di perderlo non riuscivo a raccontargli la storia della mia infanzia. Poi è stato proposto il servizio di Simona Gianpaoli sui miei due figli. Alla fine del servizio non sono riuscita a trattenermi e sono scoppiata a piangere, ed alla domanda di Caterina su cosa mi stesse angosciando le ho risposto che è la preoccupazione del loro futuro, quando noi non ci saremo più. Alla fine Caterina mi ha invitato a fare un'appello ed io l'ho indirizzato a mio padre ed alla mia gemella. A mio padre ho chiesto di non portarsi questo peso sulla coscienza sino alla morte ed alla mia gemella ho chiesto di darmi un segno se è stata messa al corrente delle mie ricerche.